Atelier n. 18

Gioielli di uso comune

Potenzialmente. Non c’è avverbio più bello. Tutto quello che non è, ma potrebbe essere.

Si può dire, ad esempio, che una bottiglia d’acqua è potenzialmente un gioiello. E non è un’assurdità. L’impronunciabile polietilene tereftalato diventa prezioso e sostituisce oro, argento e cristalli nelle creazioni di Wanda Romano. Duttile e colorato quando capita tra queste abili mani assume forme eleganti e non finisce schiacciato tra i cumuli di differenziata, da riciclare quando tutto va bene.

Oggetti di uso comune diventano gioielli fuori dal comune. È questo il valore delle creazioni insolite. La plastica si presta bene ad essere plasmata, Wanda Romano applica tecniche d’oreficeria a un materiale ben più ignobile e più utile dell’oro. Fiori, trasparenze, forme leggere e colori sfumati definiscono uno stile barocco ma anche liberty, ecologico e sofisticato, mai banale.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 marzo 2012 alle 17:19. È archiviata in Miscellanea con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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