Atelier n. 18

Un amico galante

Lo trovi fuori e dentro tutti i locali col mazzo di rose o d’ombrelli, dipende dal tempo. Segue gli innamorati, veri, falsi o potenziali, è a loro che offre la sua merce. Si avvicina a tutte le coppie di uomini e donne, di donne, di uomini, senza fare differenze. Invita  a comprare l’uno e sorride all’altro, sa che deve conquistare almeno uno dei due. Quando sono simpatici riceve un sorriso e ascolta scuse bizzarre che avrà imparato a memoria. E allora prova a vendere a chiunque e ascolta altre scuse, ancora più bizzarre.

Non so come lui sia diventato una figura familiare per me e non so come io sia diventata una figura familiare per lui. Forse perché c’è sempre. Mi sorride come si sorride a una vecchia amica, si accorge delle mie assenze e mi chiede sempre:  «come stai?». Io ricambio tutto aggiungendo qualche frase con la presunzione di essergli simpatica. Non ho mai comprato le sue rose, ma da qualche tempo, da quando siamo amici, me le regala. Tutte le sere. E non è vero che gli amici sono come gli ombrelli perché quando si è scatenato un acquazzone improvviso lui me ne ha regalato uno.

Foto di PaoloCHI


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Questa voce è stata pubblicata il 2 ottobre 2012 alle 18:29. È archiviata in Riflessioni d'Atelier con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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