Atelier n. 18

Tempi d’estate

A decidere era Franco. Una mattina di maggio metteva in fila le sue cabine azzurre e allora cominciava l’estate, per me e per gli altri. Era il tempo di indossare maglie a maniche corte e di mangiare gelati. Di pranzare in spiaggia subito dopo scuola. Di aspettare il tramonto e poi le stelle sempre affacciata alla stessa ringhiera rossa, fresca di vernice ogni anno. Aspettavo ferragosto per vedere il cielo accendersi di fuochi e sentire  la pancia tremare per lo scoppio. Finito lo spettacolo mi prendeva un senso di tristezza, cominciava subito la nostalgia dell’attesa.

Poi ho cominciato a vedere i fuochi tutto l’anno e a indossare le maniche corte anche senza l’azzurro delle cabine, Franco ha smesso di montare quelle casette coi tetti bianchi e ha stravolto per sempre i miei tempi d’estate.

Foto di Emmebi68


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Questa voce è stata pubblicata il 4 maggio 2013 alle 16:35. È archiviata in Miscellanea, Riflessioni d'Atelier con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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